STEP #01 - Gli inventori

Sir Isaac Newton  (Woolsthorpe-by-Colsterworth, 25 dicembre 1642 – Londra, 20    marzo 1726)



Attratto dalla filosofia naturale, ben presto cominciò a leggere le opere di Cartesio, in particolare La geometria del 1637, in cui le curve sono rappresentate per mezzo di equazioni. Si dedicò allo studio e alla ricerca in maniera esclusiva, ottenendo risultati eccezionali in più discipline (matematica, meccanica, ottica, astronomia) e contribuì allo sviluppo del calcolo infinitesimale.

Nella sua opera Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (Principia) del 1687, che segna la fine della rivoluzione scientifica, definì le regole fondamentali della meccanica classica attraverso le sue leggi del moto. Contribuì inoltre al progresso della teoria eliocentrica: a lui si deve la dimostrazione delle leggi di Keplero sul movimento dei pianeti.

Un po’ fisico, un po’ filosofo, un po’ inventore: questo è Isaac Newton, lo scienziato che formulò la legge di gravitazione universale, spiegò il fenomeno della dispersione della luce attraverso un prisma, costruì il primo telescopio a riflessione.

Nell'invenzione del telescopio a riflessione, Newton si ispirò al fisico Niccolò Zucchi (Parma, 6 dicembre 1586 – Roma, 21 maggio 1670), il quale costruì nel 1616 il primo telescopio riflettore concavo, a specchigrazie a cui poté osservare con il confratello Daniello Bartoli le fasce sull'atmosfera di Giove il 17 maggio 1630 e le macchie sulla superficie di Marte (1640).


La sua opera si può considerare come il momento conclusivo della rivoluzione scientifica del Seicento. Pochi hanno lasciato, come lui, un’orma così profonda in tanti campi della ricerca.







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