STEP #03 - La scienza
La storia del telescopio è strettamente legata a quella delle lenti e delle superfici riflettenti, quindi, a quella dell’ottica.
L’ottica è la branca dell'elettromagnetismo che descrive il
comportamento e le proprietà della luce e l'interazione di questa con la
materia (fotometria).
Oggetti simili a lenti sembrano essere stati realizzati ben
4.000 anni fa (come la lente di Nimrud), ma non è ancora ben chiaro se siano
state create per sfruttare le loro proprietà ottiche, come semplici decorazioni
o come strumenti per l’accensione del fuoco.
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| Lente di Nimrud |
Sappiamo però che gli esperimenti sulle proprietà della luce sono vecchi di almeno 2.500 anni: quando i Greci iniziarono ad osservare il mondo con occhio critico, si resero conto ad esempio delle proprietà ottiche di sfere riempite d’acqua, descrivendo fenomeni come la riflessione e la rifrazione della luce (nel VI secolo a.c. con Pitagora e nel 300 a.c. con Euclide).
Nei secoli successivi venne sviluppata l'ottica geometrica,
sia nel mondo occidentale (in particolare da Claudio Tolomeo nel II secolo) sia
in quello islamico e si riuscì a spiegare il funzionamento dell'occhio umano, per merito dell'abate Francesco Maurolico.
Keplero, nel 1604, riprese il lavoro dell'abate esponendo
quella che è, con pochi cambiamenti, l'ottica geometrica moderna.
Successivamente Snell ricavò sperimentalmente le leggi sulla
rifrazione e nel 1665, il gesuita Francesco Maria Grimaldi osservò il fenomeno
della diffrazione. Questo diede luogo ad un dibattito che durò secoli sulla
natura corpuscolare o ondulatoria della luce: la prima sostenuta da Isaac
Newton dove sosteneva che la luce consistesse nel movimento ondulatorio
dell'etere.
Inizialmente fu la teoria corpuscolare ad avere il sopravvento, ma poi, nel corso degli anni, grazie al lavoro di persone come Young, Fresnel, Foucalt, Maxwell, Hertz, Planck e Einstein si arrivò alla conclusione che la luce si comporta sia come particella che come onda elettromagnetica.

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